Facebook ha finalmente presentato quella che sarà la sua moneta digitale. Il nome della criptovaluta in questione è Libra e non sarà gestita solamente dalla società di Mark Zuckerberg. Se guardiamo l’aspetto tecnologico, questa moneta digitale sarà molto simile ai Bitcoin, ma il suo valore si aggancerà a degli asset finanziari già in mano al gruppo. Tutto questo dovrebbe garantire la non volatilità, aspetto tipico dei Bitcoin. 

Come detto prima, anche se il progetto Libra è partito proprio da Facebook, è sbagliato dire che Libra sarà di proprietà di Facebook. A gestire questa nuova criptovaluta sarà un consorzio no profit composto da 29 partner diversi, più altre 70 nuove aziende con le quali sono in trattative. Oltre a nomi come Spotify, Ebay, Uber e Booking troviamo anche il logo di Visa, Mastercard e PayPal. In questo consorzio le decisioni saranno prese facendo delle votazioni nelle quali ogni membro ha un voto. Facebook invece avrà diritto a due voti in quanto rappresenta sia se stessa, sia Calibra. Calibra non è altro che il portafogli virtuale di questa moneta, che è appunto gestita da Facebook. 

Nei piani dell’associazione, Libra permetterà in futuro di pagare servizi sia online sia offline. L’obiettivo è avere la prima criptovaluta di massa, con un valore stabile, decentrata e globale. In attesa della realizzazione di questo progetto, che dovrebbe essere completa entro il 2020, Libra potrà essere utilizzata per lo scambio di soldi fra utenti, grazie alla possibilità di inviare denaro tramite Facebook, Messenger e Instagram. 

La blockchain alla base del funzionamento di Libra è open source e distribuita sotto licenza Apache 2.0. Facebook ha svelato che la blockchain è stata costruita da zero con lo scopo di garantire sicurezza ed ottime prestazioni. Facebook lavorerà a stretto contatto con le varie giurisdizioni nazionale per far sì che Libra rispetti tutti gli obblighi di legge in merito a trasparenza e sicurezza. 

Infine, Facebook ha dichiarato che non saranno condivise informazioni finanziarie o legate all’account con Facebook o qualsiasi altra terza parte senza il consenso del consumatore. “Ciò significa“, va avanti l’azienda, “che le informazioni degli account e dei dati finanziari dei clienti Calibra non saranno usati per migliorare la targetizzazione pubblicitaria sulla famiglia di prodotti di Facebook“.